Verranno nella notte : un' autobiografia di Paracelso

Liberfaber propone una diversità di scelte
multitematiche e culturali in diverse lingue.
Privilegiando la pluralità degli autori e la publicazione
a carattere umanistico, Liberfaber
conta nel proprio catalogo sia autori ben conosciuti
sia scrittori emergenti.
Le ambizioni di Liberfaber sono la promozione
e la diffusione della cultura europea nel mondo
attraverso pubblicazioni in lingua italiana, francese,
inglese e, prossimamente, in altre lingue
europee, cosi come la traduzione delle opere
dei propri autori nelle sei lingue ufficiali della
Comunità Europea. Liberfaber sostiene in tal
modo le iniziative di autori presenti nei paesi
emergenti, attraverso la traduzione e la diffusione
dei loro libri nel mondo. I lettori possono
inoltre leggere le diverse opere in versione elettronica
sul sito www.liberfaber.com, in tutta
sicurezza e semplicità d'utilizzo.
Medico geniale, filosofo e alchimista, dissacratore e scapigliato, combatté
contro le autorità mediche, religiose e politiche del suo tempo e
per questo, mai uomo ebbe tanti nemici e fu tanto criticato. Nello stesso
tempo, mai uomo ebbe tanti seguaci e fu tanto ammirato. Nessuno
meglio di lui - Philippus Aureolus Theophrast Bombast von Hohenheim,
conosciuto come Paracelso - incarnò la figura dello scienziato
rivoluzionario. Ancora oggi, rimane una delle figure più sfuggenti e
misteriose della storia del pensiero occidentale. Studiò, operò e viaggiò
in quasi tutto il mondo allora conosciuto, negli anni più irrequieti del
Rinascimento, muovendosi tra i roghi dell'Inquisizione in piena attività,
e i primi bagliori della rivoluzione scientifica. Fu chiamato "Lutero
della medicina", ma scopri la differenza tra vene e arterie, intui che il
fegato filtra il sangue e inventò la iatrochimica, ossia la distillazione
dei minerali per estrarre le sostanze utili alla preparazione dei medicamenti.
All'inseguimento di una medicina universale, che si giovasse del
sapere d'ogni ramo delle conoscenze umane, visitò maghe e sciamani,
cabbalisti e matematici, cerusici e negromanti.
Quale sarebbe stata la sua autobiografia, se ne avesse scritta una? Studiare
la magia, la psicologia e mettere le basi di quella che sarà la futura
psichiatria, perché nulla resti intentato, nella cura di un malato. E
ancora e sempre l'alchimia, come unica via per l'elevazione spirituale.
Forse ci avrebbe finalmente rivelato se possedeva il segreto della Pietra
Filosofale e della sua rinuncia all'Elisir di vita eterna, forse.
In quest'immaginifica autobiografia, moltissimo è documentato, alcune
parti sono ricavate da quanto vi è di leggendario nella sua vita, ma
tutto è trattato con la passione che può ispirare un uomo che ha vissuto,
più d'ogni altro, ai confini della realtà.