Biagio Marini, Madrigali et symfonie

I Madrigali et symfonie op. II rappresentano una tappa decisiva della carriera artistica del
celebre virtuoso del violino Biagio Marini (Brescia, 1594 - Venezia, 1663). Giunti sino
a noi in maniera incompleta, sono qui oggetto per la prima volta di uno studio sistematico.
Pubblicata nel 1618 poco dopo l'arrivo del musicista bresciano a Venezia, l'opera
II di Marini si configura come una validissima testimonianza della pratica vocale e strumentale
del tempo. La presenza nella raccolta di un'intonazione della Lettera amorosa di
Claudio Achillini (lavoro che precede la ben più nota versione di Monteverdi), l'impiego
di strumenti obbligati in ambito madrigalistico, la più antica testimonianza oggi nota di
passaggi con doppie corde per il violino nonché dell'uso dell'indicazione affetti in ambito
strumentale, sono elementi che concorrono a proiettare il libro in una dimensione che
va ben oltre quella delle singole vicende artistiche dell'autore. La prima parte di questo
studio ripercorre gli esordi professionali di Marini, inserendo i suoi Madrigali et symfonie
nel contesto storico-culturale della Venezia di primo Seicento (committenze, rapporti
di filiazione e scambio tra un autore e un altro, sviluppo dei generi vocali e strumentali,
informazioni attinenti alla prassi esecutiva del tempo, etc.). Nella seconda parte del volume
viene invece proposta un'edizione critica dell'op. II di Marini con la ricostituzione
delle parti mancanti.