Cocteau l'italien : atti del Convegno internazionale in onore di Pierre Caizergues, Napoli 4-5 maggio 2007

Il lanciare mode e nuove piste di ricerca estetica di Jean Cocteau ci
indica il senso di angoscia della nostra epoca, la sua partecipazione al
secolo per eccellenza della modernità, il XX, la coerenza di una missione
seguita fino in fondo, con un alto senso di responsabilità.
Il suo amore per l'Italia è un concentrato del rapporto con il reale e con
il sogno. Qui, da noi, dalle Alpi alla Sicilia, da Venezia alla Costa Azzurra,
egli trova quel senso di sintesi che cerca disperatamente, sintesi di
bellezza, di impegno, di arte, di uomini che hanno fatto la storia, di unione
tra la natura e la bellezza.
Così possiamo comprendere perché Cocteau oscilli tra avanguardia e
classicismo, tra movimento e centro definito e fisso, tra vita che scorre
e percezione del dolore di una stabilità imperturbabile.
Non è in Italia che Cocteau trova appagamento alla sua infinita sete di
sapere ? Non è nel nostro paese che la sua interrogazione esistenziale
trova riposta ? Non viaggia il suo amore per l'Italia tra l'esplosione gioiosa
di Napoli, che vede come una Montmartre araba, nelle cui case suonano
grammofoni d'oro, e la sensazione di bellezza e di morte a Venezia ?
Non è in Sicilia che Cocteau ritrova il filo del tempo, di fronte alla grandezza
essenziale dei templi e dei monumenti greci e sui visi degli uomini,
squadrati come i personaggi della tragedia greca e leggeri come l'azzurro
del cielo d'Italia ?