L'italiani lingua di migrazione : verso l'affirmazione di una cultura transnazionale agli inizi del XXI secolo. L'italien langue de migration : vers l'affirmation d'une culture transnationale à l'aube du XXIe siècle : colloque international, université de Nantes, centre international des langues, 8-10 décembre 2005

La «letteratura italiana della migrazione» comincia a manifestarsi
all'inizio degli anni Novanta, in corrispondenza con la
grande ondata migratoria che interessa l'Italia, ben più visibile
delle precedenti e sporadiche, distribuite nel corso di almeno un
decennio.
Se in Gran Bretagna, in Belgio e in Francia gli autori migranti si
esprimono in lingue imposte dalle conquiste coloniali, inevitabilmente
dense di incubi, di prevaricazioni e rivendicazioni, gli autori
che scelgono l'italiano come loro lingua letteraria si trovano - per
la maggior parte - fra le mani uno strumento complesso, spesso
(a differenza delle lingue coloniali) di incerta acquisizione, ma scevro
di violenza e di memorie dolorose.
L'Italia, storicamente terra di emigrazione ben più che di immigrazione,
assiste in questi anni allo svolgersi di un singolare contrappasso.
Le coste che i nostri emigranti si lasciavano alle spalle sono diventate
l'agognato punto d'arrivo di stranieri sempre più numerosi.
L'italiano, portato in giro per il mondo nelle valigie di cartone,
mescolato con lingue diverse e trasformato in nuovi impasti fonetici
ed espressivi, sta diventando il terreno comune per individui dagli
immaginari, dalle tradizioni linguistiche, dalle culture
più svariate.