I grandi cantieri del rinnovamento urbano : esperienze italiane ed europee a confronto (secoli XIV-XVI)

Fra il tardo medioevo e la prima età moderna molte città europee sono state teatro di
impegnativi programmi di rinnovamento urbano, mirati alla riqualificazione complessiva
dell'immagine cittadina. Varie le modalità d'intervento, ma comune l'aspirazione
di fondo : la volontà del sovrano di fare dell'abbellimento urbano il cardine materiale
e simbolico di un programma di rigenerazione politica complessiva, come se l'aspetto
decoroso dell' urbs e il benessere della civitas non fossero che le due facce di una medesima,
inestricabile, realtà.
Nel promuovere le loro iniziative le autorità pubbliche si facevano dunque portatrici
di valori formali, se non estetici, servendosi del linguaggio architettonico come di un
vessillo inalberato in nome delle ragioni del buon governo. D'altro canto queste operazioni
richiedevano grossi finanziamenti, e presupponevano la messa a punto di una
serie di strumenti e di procedure che esulavano dalla sfera edilizia, e che dovevano
tener conto dei contesti politici, sociali e culturali con cui si confrontavano. In tal senso
i programmi di rinnovamento non riflettevano solo le aspettative delle autorità, ma finivano
per recepire pulsioni sociali più diffuse, che miravano anch'esse ad appropriarsi
della scena urbana per tradursi nello spazio e dare visibilità ai nuovi rapporti di forza
che andavano affermandosi all'alba della modernità.
Questo libro è dedicato appunto a questo viluppo di volontà progettuali e pratiche
di governo, di strategie politiche e aspirazioni identitarie, mirando a farne uno degli
oggetti privilegiati di una nuova storia sociale dell'architettura e della trasformazione
urbana.